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Ho avuto bisogno di qualche giorno per tirare le fila del mio soggiorno nel paese del Sol Levante.
E’ stato un periodo intenso, pieno, totalizzante e travolgente.
A differenza dell’Australia, terra di leggerezza e spensieratezza, qui mi son dovuto concentrare davvero.
Non mi bastava vedere, volevo capire.
E così è stato.
Il Giappone è davvero una terra strana e piena di contraddizioni, ma innanzitutto è il luogo più sicuro dove sia stato sulla faccia della terra.
Basta solo pensare che le ragazze giravano sole alle 3 di notte, vestite con minigonne vertiginose; puoi lasciare portafoglio e cellulare sul tavolo del bar più affollato in centro e stai certo al 1000 x 1000 che nessuno mai si permetterebbe di toccarli.
Hanno un senso di comunità che è incredibile: tutti si aiutano e lavorano in funzione di un vero obiettivo comune.
La dedizione per la causa è per loro una questione di onore.
Dietro questi ultimi due concetti ruota tutto quello che è la vita di un giapponese: onore e dedizione.
Sono due valori che elevano ma al contempo condannano la società.
Si perchè, come si dice, non è tutto oro quel che luccica.
La pressione che caratterizza la vita, soprattutto degli uomini, è notevole. Solo attraverso la pressione si può raggiungere la felicità.
La competitività è estrema, non esiste e non è tollerato il fallimento.
Fallimento come vergogna, vergogna come fine della propria esistenza: 30.000 suicidi all’anno.
Apparenza e immagine sociale come unica misura per valutare la vita.

La cosa meravigliosa è che però, molti dei ragazzi con cui ho parlato, stanno rifiutando questo estremismo.
Hanno voglia, abbiamo voglia, di cambiare il nostro piccolo pezzettino, per cambiare il mondo.
Il dio denaro perde il potere di schiavitù di pensiero, quello che cerchiamo e vogliamo è solo essere e vivere felicemente.
Costruendo una realtà ed un mondo ritagliato su di noi.

I needed a few days to draw the conclusions of my stay in the Land of the Rising Sun.
It was an intense time, full and overwhelming.
Unlike Australia, the land of lightness and lightheartedness, here I really had to focus.
It wasn’t enough just see around, I wanted to understand.
And so it was.
Japan is really a strange land, full of contradictions, but first and foremost is the safest place where i have been on the face of the earth.
Just think that the girls go out alone at 3 am, dressed in miniskirts; and you can leave wallet and cell phone on the table of the most crowded bar in the center and you’re certain to 1000 x 1000, which no one would ever touch them.
They have a sense of community that is amazing: all help and work on the basis of a true common goal.
The dedication to the cause is a matter of honor for them.
Around these two concepts revolves what is the life of a Japanese: honor and dedication.
These are two values that maximize but ,at the same time, condemning the society.
Yes, because, as they say, not everything that glitters is gold.
The pressure that characterizes the life, especially of men, is remarkable. Only through the pressure you can achieve happiness.
The competition is extreme, and there will not be tolerated failure.
Failure as shame, shame as the end of existence: 30,000 suicides a year.
Appearance and social image as the only measure for evaluating life.

The wonderful thing is that, however, many of the guys I’ve talked to, are refusing this extremism.
They want, we want, our little piece of change, to change the world.
The god of money loses the power of slavery of thought, what we are looking for and we want is try to be and live happily.
Building a reality and a world cut out to be for us.

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